Konstantin
Ivanovich
Rudakov
San Pietroburgo 1891 - (Leningrado)
1949
Pittore,
disegnatore, illustratore, scenografo, nasce in una famiglia di
artisti: suo padre era il decoratore del Teatro imperiale Mariinskij
di San Pietroburgo. Nel 1912, cerca d’iscriversi all’Accademia
di Belle Arti, ma non passa gli esami. Dopo un breve periodo alla
Scuola d’ingegneria, lavora presso lo studio di V. E. Savinskij,
poi ha come maestri B. Kustodiev, E. Lanseré e M. Dobuzhinskij,
infine, nell’autunno del 1913, entra alla facoltà di
architettura dell’Accademia. L’anno seguente si trasferisce
alla facoltà di pittura, sotto la direzione di D. Kardovskij
(1914-1922). Nel 1923, comincia a lavorare come illustratore e disegnatore
di libri, collaborando a riviste e giornali satirici quali “L’ippopotamo”,
“Il cannone”, “Il giornale rosso”, “L’ispettore”.
Negli anni 1920-1930, Rudakov mette a punto il proprio stile, che
integra la tradizione classica del disegno russo e la cultura pittorica
francese.
Appartiene agli anni 1928-1932 una serie di litografie, disegni
e acquarelli, che Rudakov intitola NEP,
tra umorismo e ironia, come i disegni L’imprenditore
privato (1927), La
donna in nero, A teatro,
La cantante, La
coppia (1932). Nello stesso periodo, crea una serie
di acquarelli e acquaforti con il titolo L’occidente,
influenzato dai lavori dei pittori francesi della fine dell’Ottocento.
Significativi di questo ciclo La famiglia
dell’operaio, Disoccupati,
Incidente sul lavoro
(1932). Interessanti le illustrazioni di libri per bambini quali
Il telefono (1926),
I musicanti di Brema
(1935), Schiaccianoci
(1937).
Un posto importante nel lavoro di Rudakov hanno le illustrazioni
dei romanzi di E. Zola (La disfatta,
nel 1935, Nanà,
nel 1937) e di Guy de Maupassant (La
maison Tellier, Mont-Oriol,
Bel-Ami, nel ’35,
Una vita, nel ’38).
In questi ultimi lavori, Rudakov passa in rassegna con ironia i
tipi di Maupassant — l’uomo brillante e un po’
fatuo, che compie la scalata sociale attraverso le donne, la ragazza
bella e ingenua — e rende con pochi tratti l’atmosfera
del mondo che li circonda.
Negli anni della guerra, Rudakov s’ispira alla grande letteratura
russa. Ecco, dunque, i ritratti per Anna
Karenina e Guerra
e pace, di L. Tolstoj, ecco la fine descrizione
del protagonista del poema narrativo Evgenij
Onegin di A. Pushkin, o le scene volte a illustrare
Padri e figli e Nido
di nobili (1948) di I. Turgenev, Don
Chisciotte (1947-1949) di Cervantes, La
vera storia del cavalier des Grieux e di Manon
Lescaut (1948) di A. Prévost.
Nella sua vita, Rudakov ha illustrato più di ottanta libri
di differenti autori. Per molti anni ha insegnato all’Accademia
di Belle Arti di San Pietroburgo.
MUSEI. San Pietroburgo: Museo Russo.
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